Chi sale sul palco?

21 06 2016 da

Chi non porta nel cuore i grandi attori del passato? Maestri come: Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Anna Magnani e mille altri…

Chi non ricorda con commozione almeno alcuni dei premi che hanno conquistato nella carriera…

La loro emozione, il composto imbarazzo, i sorrisi tal volta impacciati, il tappeto rosso, gli scatti delle macchine fotografiche, i microfoni dei giornalisti,  il vociare del pubblico …

Ora, immaginiamo in questo contesto un’Anna Magnani che d’un tratto riceve il premio da un mimo di strada.

Qualcosa che stona? Un elemento estraneo? Certo: il mimo di strada!

Cos’è successo?

Semplicemente si sono accavallati due momenti della storia italiana dello spettacolo: il passato (Anna Magnani) e certo presente (il mimo di strada).

Cosa fa un mimo di strada sul palcoscenico del festival con in mano un prestigioso premio da consegnare? Chi lo ha chiamato?

Ci saremmo coerentemente aspettati che se ne stesse fuori dell’auditorium ad intrattenere qualche passante, non certo sul palco con presentatori e celebrità.

Non è colpa di presentatori e attori se hanno lavorato duramente ad una carriera dal risalto nazionale, e non è nemmeno una colpa.

Oggi, tuttavia, a volte è ciò che viene imprudentemente concesso: si chiama un talento autoreferenziato del web (il mimo di strada d’un tempo) e gli si affida senza pudore la consegna di premi a celebri attori del doppiaggio italiano.

Come spiegato negli altri articoli del presente sito, gli attori del doppiaggio sono grandi artisti finalmente riscattati da decenni di anonimato e che ricevono ora omaggi dai media e dalle più alte istituzioni, nonché da un pubblico in aumento.

Vi sono molti talenti affascinanti nel web, ma è sano e responsabile non illuderli a tal punto; è ridicolo e incoerente, troppo gratuito e commerciale.

Quando, parlando di attori e doppiatori, si dice “risalto nazionale”, si intende che hanno tale risalto per la loro carriera professionale e non per il semplice chiacchierare facile e rapido via internet; sono due matrici di risalto assai distinte tra loro, che fanno una notevole differenza.

E’ un po’ come nei tempi in cui non esisteva internet e un tizio qualunque, facendo un gesto eclatante, finiva sulle prime pagine dei giornali accanto a attori e ministri.

Non passava attraverso una gavetta artistica che lo portasse con merito professionale al risalto nazionale, bensì finiva sulla bocca di tutti solo per il sapore strambo e curioso del suo gesto

Idem oggi nel web: un non attore, nove volte su dieci certissimamente per fame di notorietà, fa del teatro e, anche senza delle lavorazioni che lo confermino, si intitola da sé doppiatore solo perché è bravino a imitare dei personaggi di film e serie.

Ovviamente, nel mediocre tentativo di trovare approvazione, vanta gli apprezzamenti di una parte  del pubblico del web (pubblico “semplice” che solitamente non sa distinguere tra attori e imitatori perché non è il suo lavoro e su internet loda col medesimo impreciso metro di giudizio tanto le star di Hollywood quanto i concorrenti del Grande Fratello).

Perché nelle giurie degli Oscar o del Festival del Cinema  di Venezia non troviamo badanti o netturbini? (senza offesa)

Perché non sanno distinguere a modo il talento formato professionalmente da quello improffisato e approssimativo, il che è normale, ragion per cui i giudici sono: registi, attori, critici titolati, giornalisti accreditati, etc.

Sostituiteli con una giuria di pizzaioli e farmacisti e il cinema professionale va a farsi benedire (senza offesa).

Se vogliamo un prodotto farmaceutico efficace non andremo mai da un attore, nemmeno per gustare una buona pizza, bensì ci rivolgeremo a farmacisti e  pizzaioli che tale lavoro lo sanno svolgere al meglio.

Idem al contrario: se vogliamo una sana critica cinematografica che porti a validi attori e doppiatori, non ci rivolgeremo mai alla selezione del non addetto ai lavori, perché non gli compete.

Un semplice clic su un video Youtube o un relativo commento non è lo stesso che fare critica professionale, affatto.

Lo stesso in politica: i dittatori della storia non passano attraverso un’approvazione ben vagliata di un parlamento democratico, bensì sono eletti direttamente dai cittadini a furor di popolo, cosa molto pericolosa per la democrazia.

Tale problema si trova anche nello spettacolo: un attore va approvato professionalmente e selezionato da attori e registi, non dal solo spettatore.

Nei programmi TV dedicati ai talenti sconosciuti, ad esempio, non ci mettono a fare da giudice un cameramen o un barbiere, bensì artisti come: Raffaella Carrà, Piero pelù, etc.

Internet permette troppo a volte, concede la sregolatezza che prima dei tempi del web era frenata per natura da filtri selettivi come scuole di recitazione costose (senza costi non c’è qualità) e una vita di sacrifici su grandi palcoscenici (senza una vita alla Dario Fo, ad esempio,  non esiste merito)!

Il talento non formato un tempo ci pensava mille volte a bussare alle porte di Cinecittà e degli studi di doppiaggio, perché comprensibilmente gli richiudevano la porta in faccia.

Oggi, senza molti dei freni naturali del passato, si ammalia il pubblico ignorando volontariamente che quest’ultimo non è una giuria di esperti di recitazione, quindi ci si convince di essere bravi attori.

Ma le cose non stanno affatto così, per niente.

A riguardo vanno cercate e studiate le biografie di chi è sì partito da zero come Alberto Sordi e altri, ma non perché fossero imitatori bravini dopo una manciata di anni di lavoro fai da te, bensì in seguito ad una dura scuola di vita e di professionalità vera e piena.

Attenzione, quindi, ai “talenti” che si propongono solo passando per internet e solo sulla scia emozionale e disordinata delle masse…

Le masse sono notoriamente ignoranti (non in senso offensivo, ma proprio nel senso di ignorare, quindi non sapere) e necessitano sempre di una guida e di fonti provatamente attendibili.

Oltretutto, tra sapere e provare di persona c’è una gran differenza, specie se un fatto lo si sa solo per sentito dire come avviene spesso in internet.

Il pubblico, specie in internet, non è in grado di condursi sempre a modo come si conviene, né riesce spesso ad attribuire il giusto valore a cose e persone, ragion per cui il video Youtube di un idiota che imita una papera (esempio casuale) riceve milioni di visualizzazioni mentre il video sulla violenza contro le donne, ad esempio, ha magari poche migliaia o perfino poche centinaia di clic.

Oggi, purtroppo, siamo così assuefatti al malcostume da non renderci quasi più conto degli infelici connubi che nascono in barba alla storia del cinema e ai discorsi di certi critici che poi restano a guardare assai poco responsabilmente.

Non si è mai visto un Eduardo De Filippo premiato da un umile burattinaio di strada.

E’ inutile dirci che gli attori di oggi non saranno mai come i gloriosi divi del passato; non è lo spirito giusto, non se si spera di progredire.

Affermare ciò, per altro, offende la carriera di quegli stessi divi d’un tempo; come dire che loro il talento lo avevano già pronto alla nascita, cosa che di contro lascia intendere con irriverenza che non avrebbero sostenuto alcuna particolare fatica.

Al contrario, essi hanno percorso un duro terreno battuto da altri prima di loro e che con sacrificio li ha resi delle celebrità nazionali e a volte perfino internazionali.

Dire che sono miti inarrivabili equivale ad accontentarci sempre più, ragion per cui oggi cinema e TV, salvo eccezioni, sono ad un tale degrado artistico che non si era mai visto prima.

E’ troppo facile considerare un’Anna Magnani inarrivabile come per principio, lascia quasi intendere che io attore di oggi è inutile che mi applichi più di tanto visto che non la posso eguagliare…

La stessa Magnani, pure umile, era di ben altro avviso, o non sarebbe diventata la nostra Magnani.

Ogni grande artista è unico, ma non necessariamente inarrivabile. Sarà equiparabile assai raramente e da pochi, ma non necessariamente da nessuno, o non si spiega perché ai tempi della Magnani i talenti del suo stesso calibro fossero invece molti.

Ogni periodo del cinema ha i propri canoni e i propri talenti specifici, ma pur sempre di tutto rispetto artistico.

Lo spettacolo più commerciale avrà la sua parte di pubblico, ma non può certo diventare una regola di riferimento per tutto il settore o quasi.

Spesso all’estero, si sa, lo spettacolo in ogni suo settore mantiene ancora un ottimo livello di qualità; non a caso gli attori che battezza, specie il cinema angloamericano, rimangono di provato prestigio.

Ciò comporta che i grandi interpreti italiani di oggi (sia pure con le dovute proporzioni) siano mantenuti con dignità e pieno rispetto al livello dei propri colleghi, volendo anche d’altri rami dello spettacolo, ma non abbassati al livello (dignitoso ma da limitarsi al proprio ambiente) di comuni imitatori e barzellettieri di internet.

Al Festival Del Cinema di Venezia non ci sogneremmo mai di premiare un regista consegnandogli il premio avvalendoci di un appassionato di video amatoriali di Youtube, vi pare?

I festival del doppiaggio sono (nel loro settore) eventi di grande spessore culturale e prestigio artistico, ragion per cui vige per natura la stessa regola.

Se invece si vuole mercificare il doppiaggio e impedirgli di crescere come merita, allora invitare degli anonimi a consegnare premi è  la strada giusta.

Chissà che composto imbarazzo per un attore ritirare il premio dalle mani di un qualsiasi non artista… Che tacita delusione… di quelle che per dignità e classe non si esprimono certo in pubblico, ma che si portano a casa a fine evento e di cui si parla giustamente sottovoce tra colleghi e familiari.

Che valore potrà rappresentare un simile premio? Un valore dimezzato, come una tela sfregiata.

Regalereste mai un anello d’oro e diamanti incartandone la confezione con carta di giornale e spago?

Molto improbabile.

Se una nave imbarca acqua, i marinai è bene che la ricaccino in mare, o che se ne stiano a dire pigramente che tutto sommato si naviga lo stesso?

Nel secondo caso, a furia di accontentarsi per non doversi prendere delle responsabilità reali, la nave affonderà davvero e tutto l’equipaggio pagherà con la propria pelle.

In questo caso, per altro, meglio per i marinai scellerati perire con la nave, o a terra dovranno fare i conti con le famiglie delle vittime di cui erano incaricati.

Ad un festival nazionale (del doppiaggio anche quindi) restano due sole possibili strade a protezione del settore:

  1. Gli organizzatori ridimensionano responsabilmente il proprio agire;
  2. Pubblico e attori disertano l’evento in declino confluendo verso festival seri.

Ben vengano gli imitatori di strada, ma per divertire gli spettatori con simpatici intrattenimenti negli intermezzi, non certo per affiancare attori e cantanti ospiti di riconosciuto prestigio nazionale e metterli nei loro panni.

Che ciascuno, quindi, rimanga rispettosamente nel proprio ruolo senza irriverenti pretese.

Dove non vi sono studio, pratica e conseguenti riconoscimenti importanti, non v’è nemmeno verità.

Il silenzio in merito è un gioco pericoloso non privo di conseguenze, un compromesso che come tale avrà gravi ripercussioni alle quali nessun artista potrà poi sfuggire.

Se si lascia imbarcare acqua, la nave al porto non ci arriverà; nessuno si illuda.

No al basso commercio dell’arte italiana! No a degrado e squallore!

Per queste ragioni è fondamentale e doveroso prendere le distanze da certa rilassatezza di costumi.

Tanto il giurato quanto chi consegna premi è bene che sia di livello artistico quantomeno simile a colui che viene premiato, o comunque un soggetto accreditato in ambiente, ovvia eccezion fatta per presentatori e vallette che hanno un ruolo specifico nella propria dimensione e che quindi non necessariamente devono essere celebri artisti.

Ricordiamo che il palcoscenico è per gli artisti;per chiunque altro , se vuole gradire, c’è la platea.

In un mondo dove la faciloneria usurpa la professionalità e dove le persone serie sono dette fanatiche dai pigri, noi restiamo fedeli alla vecchia scuola: quel sano pensiero pratico e genuino che guidava il cuore e la mente dei grandi artisti del glorioso passato italiano.

Vogliamo per tanto tornare alla gloria artistica e ai riflettori di un tempo o no?

Lo vogliamo!

A riguardo nel presente sito il disappunto di certi attori trova voce ed una forse più degna rappresentanza.

Approfondimenti agli articoli:

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