Doppiaggio e disabilità

02 09 2014 da

In questo caso prendo la parola io per primo per la vicinanza del tema alla mia condizione di vita.

Da non-vedente parlo a nome di migliaia di disabili visivi italiani che tanto devono alle voci del doppiaggio.

Senza di esse noi privi della vista non potremmo mai godere liberamente della fruizione di un film straniero, poiché di certo non siamo tutti intenditori di lingue estere, specie di quelle sassoni e orientali.

Sarebbe folle  e impossibile pretendere di diventarli, tanto meno solo perché ci manca la vista. E’ roba da denuncia. Qui in sostanza si sfiora la violazione dei diritti delle minoranze, praticamente un caso socio-umanitario.

Ma ci rendiamo conto dell’assurdità della questione?

L’audionarrazione del film è un’opzione ancora troppo rara per un nostro gradimento filmico su vasta scala e comunque non è gradevole e appesantirebbe la fatica in quel caso già notevole di capire il parlato originale (ammesso che qualsiasi non vedente comprenda serenamente tedesco, russo, giapponese, ma anche gli stessi dialetti inglesi, che poi spaziano tra accenti vari anche tra irlandesi, scozzesi, gallesi, canadesi, più statunitensi e australiani che in sé racchiudono molti sottogruppi di accenti che nei film capitano).

E poi vi immaginate che problemino per noi non-vedenti seguire l’audionarrazione in casa? Il resto della famiglia sarebbe costretto alle interferenze della voce illustratrice di scene e dialoghi stranieri, a meno che si voglia costringerci ad ascoltare i film solo in cuffia… (poveri noi).

E poi sono io disabile che scelgo se sorbirmi o meno l’audionarrazione (che nemmeno basta alla fine, specie nei sempre più movimentati film d’azione di oggi, o nei fantasy pregni di un visivo assai arduo da descrivere già di per sé, figurarsi se con audio illustrativo extra per i dialoghi stranieri, ammesso che centri nel ritmo del film).

Sarebbe una torre di Babele insomma.

L’esistenza dei ciechi non è un mistero, quindi perché certa gente anche in questo contesto la ignora?

Evidentemente si tratta delle stesse persone che parcheggiano davanti ai passaggi per disabili e abusano dei posti macchina a noi riservati; gli stessi che ci superano di soppiatto alle file del cinema o degli sportelli pubblici (succede eccome).

Gli oppositori del doppiaggio non citano mai la necessità di noi disabili visivi e ciò conferma il loro essere parziali, razzisti e anticulturali, tanto più che il disagio non è nemmeno solo del pubblico non-vedente, bensì di milioni di italiani, pur per ragioni diverse.

Ogni buon critico esamina tutti gli aspetti coinvolti, ma certi oppositori nati non lo fanno, preferendo ignorare non solo le minoranze con handicap, ma anche: parte della storia del cinema, realtà sociali, ragioni artistiche, contesti culturali e ovviamente questioni tecniche, tutti elementi  che ci legano al doppiaggio.

Noi disabili già fatichiamo ad integrarci in una società che tende a preferire il facile invece del giusto e ancora dobbiamo confrontarci con grossi disagi sociali, lavorativi, urbanistici e infrastrutturali in genere, sempre avvertiti come una noiosa eccezione, figurarsi se ci lasciassimo togliere perfino il glorioso doppiaggio italiano…

La cosa è fuori discussione, senza mezzi termini. Non bastassero già le decine di pagine con valide argomentazioni pro-doppiaggio in questo sito…

Il lavoro dei doppiatori quindi, oltre ad apportare i benefici elencati negli altri articoli di questo sito, è il primo alleato di tutti gli spettatori non vedenti e ipovedenti (per non parlare delle ancor più numerose persone in tarda età che per seguire un film condividono il nostro stesso problema).

Una curiosità, signori anti-doppiaggio: che ne direste se vi costringessimo al solo sonoro dei film bendandovi gli occhi?

Per precisare ulteriormente, ricordo che esistono anche persone con lieve ritardo mentale, difficoltà che impedisce loro di leggere un testo per apprezzarlo intellettivamente al meglio ma che col doppiaggio riescono a godere del film quanto basta per trarne piacere.

Da contare anche gli spettatori dislessici, che spesso (si sa) tengono la cosa per sé, segreta per molti anni, timorosi di essere giudicati e ammettere di avere tale problema, i quali con i sottotitoli proprio d’accordo non vanno.

Questo è ciò che vorreste farci voi oppositori: rubarci il doppiaggio italiano e dirci che è un problema nostro.

Il vostro palese egoismo vanifica in un sol colpo le pretese (non a caso poche e ripetitive infatti) argomentazioni anti-doppiaggio.

Anche noi disabili abbiamo diritto ad una fruizione cinematografica quanto più completa e accessibile!

Facile minimizzare quando il disagio non è vostro …

E non dimentichiamo le nostre care mamme! Le faccende di casa, si sa, le fanno quasi sempre senza poter guardare lo schermo del televisore, è ovvio, eppure film e telenovelas tengono spesso loro compagnia durante gran parte del giorno, quando: stirano, cucinano, lavano le stoviglie, mettono in ordine le stanze,  spolverano, lavano pavimenti e finestre, etc …, tutte cose per le quali il doppiaggio in TV diventa una piacevole compagnia che alleggerisce un po’ la fatica (fortuna per noi figli e mariti!).

Il problema vale anche per chi è affetto da glaucoma, patologia degli occhi che ingloba tali utenti tra gli impossibilitati a godere dei sottotitoli.

I doppiatori quindi sono grandi alleati di disabili, anziani, persone con difficoltà visive varie e casalinghe.

I soli vari disabili visivi vanno ufficialmente dai tre ai cinque milioni di individui, più chissà quanti altri milioni tra casalinghe, anziani e bambini in tenera età.

Tutte queste categorie partoriscono interi milioni di spettatori e non una banale eccezione.

Certi ben pensanti vogliono fare gli intenditori e difensori dell’audio originale a sproposito? Si mettano un bel DVD e non ci importunino oltre!

Share

Post correlati

Tags

Condividi

468 ad

Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *