Le altre stelle del cinema

17 09 2014 da

Sono con noi ogni giorno, in ogni momento: in TV dopo la scuola e mentre pranziamo in famiglia la domenica, mentre siamo al cinema con gli amici, quando ascoltiamo la radio, quando guardiamo un DVD; voci che ci hanno cresciuti, che ancora colorano le nostre giornate: sono le voci del doppiaggio, gli attori all’ombra del cinema, gli interpreti del buio.

Un lavoro dietro le quinte, ma di prestigio pari a quello svolto sul set dei grandi capolavori della cinematografia mondiale.

Da anni sempre più siti web, riviste nazionali e locali, programmi TV e radiofonici, servizi giornalistici  e festival in tutta Italia ne stanno facendo emergere l’esclusività, il merito artistico e l’importanza socio-culturale.

Ricordiamo le medaglie del Capo dello Stato conferite ai doppiatori dal Ministro dell’Istruzione nel dicembre 2014.

Spesso i doppiatori affiancano il lavoro in sala di  registrazione con la carriera teatrale, anche televisiva e cinematografica; si pensi a personaggi come Francesco Pannofino  e Luca Ward, a storici precursori  Come Ferruccio Amendola e Oreste Lionello, o più giovani contemporanei come Lorenzo De Angelis.

Stretto è spesso il legame anche tra loro e la radio italiana, come Francesco Pezzulli e Radio Deejay, Pino Insegno e Radio24.

Il doppiaggio ha le proprie radici nel cinema, nella TV e nel teatro che hanno reso grande l’Italia, attori di quel glorioso passato rimastoci nel  cuore, attori che anche doppiavano e a volte si facevano doppiare, pilastri  passati e presenti come: Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Gino Cervi, Vittorio De Sica, Nino Manfredi,  Aldo Fabbrizi, Totò, Elio Pandolfi,  Sophia Loren,  Anna Magnani, Claudia Cardinale e molti altri, così come pure i loro registi estimatori del doppiaggio, come Federico Fellini.

La visibilità offerta da internet raccoglie da anni gruppi e circoli sempre più numerosi di appassionati, che stravedono (o meglio “strasentono”) per i doppiatori, veri e propri fan di Hollywood che riscoprono  nei doppiatori l’altro volto delle grandi emozioni di cinefili.

Le voci del doppiaggio sono ovunque: nei film TV e cinema, nei cartoni animati, negli sceneggiati, nelle serie televisive, in soap opera e telenovelas, nei film di animazione, nelle fiction, nei documentari, negli spot pubblicitari in radio e in TV,  nelle guide in cuffia di musei e pulman turistici, nei programmi di lingua delle scuole per stranieri.

Un lavoro d’eccellenza quello del doppiaggio che è apprezzato dalla stessa Hollywood, i cui celebri personaggi tal volta scrivono, telefonano e ai festival ringraziano di persona i loro doppiatori italiani. Tal volta diventano perfino amici.

Celebre la lode di Stanley Kubrick a Gianfranco Bellini per la voce italiana di (HAL 9000) in “2001 odissea nello spazio”, o l’affettuoso e ammirato omaggio di Woody Allen a ricordo del suo stimato collega nonché voce italiana Oreste Lionello.

Gli studi di doppiaggio, specialmente i tanto rinomati di Roma, sono un po’ come delle piccole ambasciate degli studios di Londra e New York, spesso di Cinecittà stessa, la quale, per altro, ne ospita alcuni.

Accedere alle loro sale di registrazione è un raro privilegio di pochi, il primo passo per avvicinare Los Angeles e la magia dei suoi riflettori.

Non a caso, quando un doppiatore si trova a New York nonostante il suo lavoro, continua a doppiare proprio negli studios americani quanto lasciato a Roma.

Altre volte doppia tutto direttamente lì e negli studios di Londra.

Le sale di doppiaggio sono già state protagoniste  di momenti storici del cinema ed hanno visto (o meglio “ascoltato”) celebri frasi come: “Domani è un altro giorno”, “Il mio nome è Bond, James Bond”, “No, io sono tuo padre!”, “Elementare, Watson”.

Il doppiaggio è entrato con merito nei libri di storia attraverso opere   come quelle del Prof. Gerardo Di Cola, il quale, in collaborazione con numerosi attori professionisti, racconta quei retroscena mai esplorati del grande cinema e dei suoi interpreti.

Il doppiaggio muove un mercato che raggiunge cifre  notevoli ogni anno e contribuisce all’attivo dell’economia tanto nazionale quanto internazionale, permettendo con maestria il pacifico godimento di film delle culture di tutto il mondo.

I doppiatori professionisti sono veri e propri attori, di una branca meno nota del cinema, ma parte di esso a pieno titolo; sono stelle dello spettacolo.

Anch’essi sono attori nazionali, i cui nomi e volti sono sempre più conosciuti dal pubblico ormai, il quale finalmente gli va conferendo il legittimo posto nello spettacolo quali VIP veri e propri in passato dimenticati ingiustamente per decenni.

Quando andiamo ad un festival e incontriamo uno di loro professionisti, abbiamo davanti dei veri De Sica o Mastroianni del doppiaggio, personaggi di alto livello artistico.

Ai festival e in programmi radio e TV, non a caso, attori e cantanti storici italiani gli rendono spesso omaggio, esprimendo la loro vicinanza e amicizia.

Il doppiaggio non ricopre un ruolo esclusivamente artistico e culturale in genere, ma anche sociale e di sostegno.

Parlando di cinema, infatti, pressoché tutti dimenticano gli spettatori con disabilità visiva, per i quali il doppiaggio fa tutta la differenza quale loro unico strumento di mediazione con i film delle produzioni delle lingue più disparate.

Il doppiaggio è perciò il riferimento non solo dei cinefili appassionati del suo mondo, ma anche di: non vedenti, ipovedenti, dislessici, anziani ed ogni altro fruitore con difficoltà visiva.

Tuttavia, il doppiaggio non dimentica un’altra importante parte di pubblico: le casalinghe, le quali, è risaputo, nell’adoperarsi alle numerose faccende domestiche, la TV, più che guardarla, la ascoltano.

Da sempre il doppiaggio è praticato in molti paesi nel mondo: Italia, Francia, stato del Québec, parte del Canada, Germania, Svizzera, Austria, Spagna, Portogallo, America centrale e America latina, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Polonia, Russia, Lituania, Estonia, India, Corea del Sud, Filippine, Cina, parte di Hong Kong e Mongolia, Algeria, Marocco, parte dei paesi arabi, Iran, Sud Africa, parte di Israele.

Il nostro doppiaggio non solo avvicina a noi le storie dei popoli, ma rimane un valido rappresentante della lingua italiana oggi forse troppo globalizzata, lingua che  è invece il riferimento della nostra identità culturale, vera ricchezza e futuro di ogni nazione.

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