Lo spettatore italiano risponde…

Nel mese di giugno 2014 per tre settimane il settore cinematografico del doppiaggio ha indetto uno sciopero per ottenere più eque condizioni contrattuali. Di conseguenza diversi programmi TV sono stati inevitabilmente mandati in onda in lingua originale con sottotitoli e le reazioni del pubblico italiano non sono mancate.

Noi di www.doppiatoriitaliani.com in collaborazione con Agenda Moderna (rivista romana) abbiamo per questo condotto un sondaggio di opinione tra gli spettatori. Ecco quanto detto dall’88% degli utenti:

1. “Ho cambiato canale. Dopo una giornata di lavoro gli occhi coi sottotitoli mi si chiudono” (50%);
2. “Ho proprio spento il televisore! Una volta o due l’americano lo sopporto, ma a una certa…” (15%);
3. “Ho messo io un film in DVD, ovviamente doppiato” (8%);
4. “Sono nonvedente, quindi senza leggere le didascalie…” (5%);
5. “Ho letto un libro in più” (4%);
6. “Non guardo mai la TV” (3%);
7. “Non mi piace il doppiaggio in sé” (3%);
8. Utenti astenuti (12%).

Ecco le ragioni principali addotte per tali risposte:

1. “Dopo una giornata a servire clienti chi ha la forza di leggere due ore di sottotitoli prima di dormire?”;
2. “Dopo sei ore di scuola sinceramente non mi va di studiare le lingue pure a casa”;
3. “Alla mia età chi ce la fa a leggere le didascalie delle telenovelas? Anche con gli occhiali sono difficili e veloci”;
4. “Mai potuto studiare lingue. Vendo frutta e verdura al mercato. Di un film voglio almeno capirci qualcosa”.
5. “Da casalinga spesso la TV l’ascolto più che vederla, mentre lavo le stoviglie, sistemo la camera, rammendo… Di inglese proprio non mi intendo. Figuriamoci per capire una trama”;
6. “Non mi voglio sentire straniero in casa mia con la TV che mi parla in francese, tedesco, russo, giapponese, etc. In casa mia mi voglio rilassare, stare a mio agio”;
7. “Anche coi sottotitoli mi perdo l’umorismo dei dialoghi. Leggendo ci arrivo sempre subito dopo il momento giusto, fuori dal ritmo del film. Mi perdo il sapore della cosa”;
8. “Leggere l’italiano con un’altra lingua nelle orecchie alla lunga mi intontisce, mi fa strano”;
9. “Da insegnante lo vedo come un affronto alla cultura italiana che si esprime anche attraverso un’arte come il doppiaggio”;
10. “Se io spettatore mi devo immedesimare nei personaggi, come fa a trasmettermi calore una scena intensa in tedesco o polacco? Non mi arriva e basta. Con tutta la buona volontà…”;
11. “La protagonista in lacrime che confessa “Ich liebe dich!” non è che mi faccia molto innamorare… Ci resto un po’ così, come quando apri una lattina e ti resta in mano la linguetta”;
12. “Se devo pagare il canale TV voglio come minimo poter scegliere anche l’italiano”.

Dal sondaggio risulta evidente che praticamente nove italiani su dieci sono affezionati alle voci dei doppiatori, o ne avvertono comunque la necessità.La cosa non sorprende. L’Italia non si è sviluppata come altri paesi abituati da sempre alle sole versioni originali e cambiare tutto sarebbe pura follia, un lento ma inarrestabile suicidio italiano. La prospettiva è per gli spettatori fuori discussione!

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