Il film su Claudio Capone

19 06 2012 da

Il film su Claudio Capone
Davide Pigliacelli e Doppiatori Italiani hanno contribuito al film “Claudio Capone, una voce in prestito” per la regia di Antonio Prochilo (Torino, 1972), montatore video che per diversi anni ha collaborato alla post-produzione video di documentari Rai.

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Alberto Angela parla di Claudio Capone (tratto dal film “Claudio Capone, una voce in prestito”)

Ecco una galleria di immagini con alcuni dei personaggi che hanno partecipato al film “Claudio Capone, una voce in prestito”:

Un attore, un doppiatore, un grande interprete, ma soprattutto Claudio Capone.
La storia di una favola vera, che ha inizio nel 1954: un bambino, i suoi sorrisi e la sua voce.
Il suo talento lo porta a superare ben trecento giovani promesse in una competizione che raggiunge i quotidiani. E’ così che ottiene il suo primo ruolo a teatro per “Marcellino pane e vino”, protagonista già al debutto.
Le capacità del piccolo Claudio conquistano tanto quanto la sua tenerezza e in breve tutti lo vogliono: radio, TV e e sale di doppiaggio.
Per Claudio alternare lavoro e vita di sempre non è poi così difficile. Spettacoli e trasmissioni si sposano armoniosamente con feste, studio, amici e sport, un’equilibrio questo che lo accompagnerà per sempre.
Claudio cresce letteralmente con lo spettacolo italiano, entrando in scena mentre il rapporto con gli spettatori sta mutando. La TV ormai impera e le esigenze delle performance di un attore aumentano, ma ciò non lo spaventa, piuttosto dona ad artisti come lui la rara capacità di sapersi adattare a tutte le situazioni.
Nei primi anni Settanta si aggiunge alle sue molte attività quella di speaker, grazie all’intuito del Professo Ghirardi, responsabile della neonata TV dei ragazzi.
Nel giro di pochi anni reputazione e clienti crescono notevolmente.
La sua voce incide qualunque cosa, spaziando da documentari scientifici e naturalistici ai manuali sonori, da grandi film per il cinema a file audio informativi per le istituzioni, fino ai testi promozionali di grandi aziende.
Dal 1981 diventa infatti la voce ufficiale nei documentari di Piero e Alberto Angela, coprendo così trasmissioni come: “Superquark, Passaggio a Nord-Ovest, Ulisse.
Una collaborazione quella con gli Angela che durerà ben ventisette anni.
Per gli spettatori quella voce è sempre più quotidiana, tanto da interessare la Rai perché Claudio ne conduca il notiziario di Globo TV.
Il giovane attore, da sempre umile e pratico prima che versatile, teme un impegno ossessivo, esageratamente continuativo, ragion per cui preferisce cedere il posto ad altri.
Tra gli anni Settanta e Ottanta stringe ulteriormente i rapporti con il doppiaggio, passando da una all’altra delle società che lo richiedono, dalla CID alla CVD, fino alla CDA.
In questa fase della sua brillante carriera si aggiungono interpretazioni che lo vedono partecipe di alcuni sceneggiati televisivi come: “Qui squadra mobile”, “Il 98”, “Disonora il padre”, ….
Il suo equilibrio di sempre non viene mai meno. Gli impegni a lavoro, pur numerosi e stancanti, non gli impediscono di coltivare una vita del tutto normale. Costante e la sua presenza di padre e marito, ruoli mai subordinati alle sue molte occupazioni.
Non mancano le passioni e la curiosità, come la passione per la pesca e il modellismo. Tantomeno ne risente la sue notevole cultura, portandolo alla lettura costante di due o tre libri a settimana, senza contare i corsi d’università a carattere scientifico.
A dispetto di quanto si potrebbe pensare, la florida carriera conquistata non travolge mai la sua integrità morale, né lo porta ad isolarsi nel mondo dei VIP.
I valori e l’autocontrollo in ogni aspetto della vita rimangono per Claudio Capone una costante imprescindibile.
L’affabilità, la semplicità e l’apertura mentale lo rendono tra i colleghi anche più popolare della sua stessa professionalità, pure impeccabile.
Claudio diventa così un riferimento anche per i più giovani, i quali trovano in lui la combinazione ideale di vero artista e vero uomo.
Importante è il suo contributo alle audio narrazioni, particolarmente i commenti per non vedenti ai film, come quelli realizzati nel corso degli anni in collaborazione con la CTT.
Celebri sono i commenti per la Rai de “L’ispettore Derrick”, trasmessi via radio durante la messa in onda TV della stessa puntata, dove i momenti privi di dialoghi sono colmati da brevi ma efficaci illustrazioni della scena.
Nel 1991 compie un altro salto di qualità e si mette in proprio, fondando la società di doppiaggio Prodest (Produzioni Elettroniche Sonore e Televisive), inizialmente specializzata in radio comunicati ad emissione locale, passando poi a campi più vicini alla sua esperienza.
In poco più di dieci anni la società raggiunge livelli importanti di fatturato, creando occupazione per diverse persone, specialmente i giovani, tra i quali usciranno esperti di una o l’altra specificità professionale: tecnici, adattatori, programmisti, attori…
Per varie ragioni nel 2004 si deciderà di chiudere lo studio, ma coloro che ne sono impiegati troveranno facilmente lavoro in altri ambienti del settore grazie alla preziosa esperienza acquisita.
La vecchia realtà è oggi distribuita in tre studi di doppiaggio che operano in stretta collaborazione: Sintesi, che si occupa di acquisire le forniture Rai ed editare documentari, Mediasintesi, per i contatti con i clienti ed Edimedia, stabilimento in grado di soddisfare il ciclo completo di edizione, dalla cassettizzazione e titolazione all’incisione e mixaggio.
Nel 2008 Claudio Capone approfondisce ulteriormente il rapporto col settore documentaristico, passando direttamente lui stesso alla regia di filmati a carattere naturalistico.
Da alcuni anni Davide Capone porta avanti il lavoro del padre, rendendogli omaggio con il cuore e la professionalità da lui ereditati.

Davide Pigliacelli ricorda:
“Da non vedente mi sono sempre interessato all’audio dei film.
Un’amico a scuola, che a volte assisteva ai turni di doppiaggio, mi indicò la CTA.
Il primo che riconobbi in sala e che si presentò fu Claudio.
Mi fece da guida e rimase il mio riferimento.
Mi colpì la sua voce per me già familiare e che pareva naturalmente microfonata, idem la sua immediata affabilità.
Era il mio eroe Skywalker, quindi fu una doppia sorpresa trovare proprio lui e per primo.
Era straordinario frequentare una persona del suo livello, anche se rimaneva umile. Per anni non compresi mai pienamente il suo prestigio professionale e artistico per la sua umiltà.
Dura distinguere Claudio attore e Claudio persona, perché le due cose si fondevano: l’attore era persona affabile e la persona affabile eraanche precisa, professionale.
Era attivo sempre, mai fermo o annoiato. Era presente a lavoro e in famiglia. In tutto ciò trovava tempo anche per lo svago che condivideva con amici e parenti.
Aveva una mente ben coltivata, di un equilibrio straordinario. Una vita saggiamente curata.
Si avvertiva quando uno studio era frequentato da lui. Dicevi: questi sono i colleghi di Claudio. Trasmetteva agli altri la sua positività e la stima altrui gliela restituiva.
Al tempo andavamo sempre in autobus ed era una traversata, specialmente in estate, però non pesava, tanta era la gioia di trovare Claudio.
La parola che lo può riassumere è Amicizia. Non voglio lasciare nessuna buona qualità esclusa e questa racchiude ogni cosa buona e vera di Claudio.
Non gli ho mai chiesto foto insieme o autografi, ma per naturalezza. Non servivano con lui. Claudio era ed è nel cuore. Appagava tanto la sua presenza da far dimenticare cose futili coem foto e autografi.
Non immaginavo che l’amicizia con Claudio mi avrebbe cambiato la vita.
Da lui ho imparato a credere negli altri contro le apparenze. Lui credeva in me e io continuo il suo insegnamento credendo negli altri”.

Claudio Capone

Desidero ricordare la voce a me più cara di tutto il doppiaggio italiano, Claudio Capone. Negli ultimi otto anni è stato un buon amico e prima di lasciarci, come già raccontato, ha fatto molto per me. Quando scomparve, il 23 giugno del 2008, ero immerso in numerosi esami universitari e seguivo la TV meno del solito. Appresi la notizia quasi per caso. Un’amica, che sapeva del mio rapporto con Claudio, una sera mi chiamò, parlandomene con aria stranamente vaga, come di una notizia ascoltata a metà e nel dormiveglia. Ora so che voleva essere certa che fossi già al corrente prima di arrischiarsi.
La cosa mi lasciò perplesso. Dissi fra me: “Chiaramente deve esserci un equivoco”.
Era fuori da ogni logica che un uomo come lui potesse venire meno.
Contattai subito Daniele Raffaeli per quella che sarebbe stata di certo una smentita, ma mi rispose che era fuori Roma e non ne sapeva nulla.
A quel punto mi rasserenai. In caso contrario un collega di Claudio lo avrebbe saputo di sicuro.
Tornato a casa dall’ultimo esame d’Università, mia madre confermò quanto era effettivamente successo: Claudio era deceduto durante delle riprese in Scozia.
Dovette dirmelo più di una volta perché realizzassi di cosa stesse parlando. Non piansi, non certo per distacco, ma per incredulità.
Seppi che Daniele aveva finto di non sapere nulla su richiesta di mia madre, la quale capì che la verità mi avrebbe impedito di studiare per quelli che erano ormai gli ultimi esami.
Avevo incontrato il figlio di Claudio, Davide Capone, pochi mesi prima. La perdita del padre ci ha uniti con legami di affetto quasi inspiegabili, cosa che naturalmente io e mia madre proviamo nei confronti di tutta la sua famiglia.
La mattina dei funerali la vissi come qualcosa di surreale, quasi come la scena di un film, presente, ma lontana da me quanto lo è il set del film dallo spettatore.
Immancabile fu l’omaggio di grandi nomi come Oreste Lionello e Piero Angela, ma il tributo più toccante venne dalle centinaia di persone che in Piazza Del Popolo salutarono il feretro fra interminabili applausi.
Qualche mese dopo Davide, sapendo quello che portavo nel cuore, mi regalò una spilla di “Voci nell’Ombra”, appartenuta a suo padre. La conservo ancora fra le mie cose e ne vado fiero!
Con la mia testimonianza voglio contribuire alla memoria di Claudio Capone, che prima di essere un grande artista è stato un grande uomo.

Claudio Capone nasce a Roma il 18 Novembre del 1952. Qui inizia le sue prime esperienze giovanili in campo televisivo e teatrale, per poi dedicarsi al doppiaggio, attività principale in età matura.
Il 15 Aprile del 1978 si sposa e dal matrimonio nascono i due figli Davide e Ilaria.
Claudio presta la sua voce a film, telefilm, cartoni animati, soap opera e messaggi pubblicitari, nazionali e locali.
Tra i personaggi più celebri da lui doppiati ricordiamo (Luke Skywalker) nella storica trilogia di “star Wars”, (Ridge Forrester) in “Beautiful”, il reverendo (Eric Camden) nella serie “Settimo cielo”, (Francesco Giuseppe) nei film ridoppiati di “Sissi”, John Travolta in “Face/off”, Steve Gutternberg dal primo al quarto della saga “scuola di polizia”, Don Johnson in “Miami Vice” e molti altri.
La sua voce è tuttavia meglio nota come quella che dal 1981 ha guidato i telespettatori nei documentari di Piero e Alberto Angela in “Quark” e “Superquark”, ”Passaggio a Nord-Ovest”, “Ulisse”, ma anche “Geo & Geo” ed altri ancora, tanto da divenire nell’immaginario degli italiani la voce narrante dei documentari naturalistici e scientifici per antonomasia.

Davide Capone

Clicca qui per ascoltare l’intervista di Davide Capone a Radio Vaticana del novembre 2008 (parte 1)

Clicca qui per ascoltare l’intervista di Davide Capone a Radio Vaticana del novembre 2008 (parte 2)

Clicca qui per ascoltare l’intervista di Davide Capone a Radio Vaticana del novembre 2008 (parte 3)

Davide Capone racconta suo padre nella tesi di laurea:

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